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ART PARMA FAIR 2020

News del 29/09/2020

Inizia la stagione fieristica!

Per due fine settimana 3-4 / 9-10-11 ottobre, saremo presenti ad Art Parma Fair, Padiglione 7, stand 71

Gli orari della manifestazione saranno sempre 10.00 - 19.00

Parma, polo fieristico, ingresso OVEST

Per più informazioni non esitate a contattarci o a visitare 

www.artparmafair.it


STORIE DI COLLEZIONISMO, episodio 4

News del 30/07/2020

Oggi condividiamo con voi una chiacchierata con Mario, un amico collezionista di Milano appassionato di disegni.

Buona lettura!

 

Mario, Milano

D: Che tipo di collezionista sei? Come ti definiresti?

R: Sono un “collezionista per caso”! Ho iniziato a interessarmi all’arte grazie ad un amico che mi ha introdotto nel mondo delle Gallerie. 

Mi sono documentato leggendo libri specializzati e visitando Gallerie e Musei per comprendere maggiormente i vari tipi di pittura del 900. 

Poi ho fatto scelte, ho acquistato i primi quadri, ho sempre comprato quello che mi piaceva: non ho mai scelto un’opera in base alla sua potenziale rivalutazione nel tempo.

Spesso nel mercato dell’arte fanno strada gli artisti più “pompati” dai grandi galleristi, non chi ha veramente più talento.

 

D: Come scegli un’opera d’arte e perché decidi di acquistarla?

R: Scelgo un’opera soprattutto perché mi piace. Per me non è importante la tecnica, che sia un disegno o un dipinto, l’importante è che scatti il “colpo di fulmine”

 

D: Qual è l’opera a cui sei più legato e perché? Raccontami la tua collezione.

R: In realtà non ho un’opera prediletta, piuttosto due artisti prediletti:

uno è Remo Brindisi, di cui ho un discreto numero di opere; l’altro è Mario Sironi, che mi piace di più, ma di cui ho soltanto disegni. Purtroppo l’ho conosciuto tardi, quando le sue opere avevano già prezzi importanti.

La mia collezione non ha una linea guida, però posso dire che mi piacciono molto i disegni: trovo che descrivano meglio il personaggio dell’artista rispetto alle opere ad olio ed inoltre hanno un prezzo decisamente inferiore.

Fra i miei disegni ci sono opere di Klimt, Magritte, Sironi, Brindisi, Guttuso, de Chirico, Carrà, Fontana e diverse opere di futuristi.

 

D: Che suggerimento daresti ad un neo collezionista?

R: Documentarsi, frequentare Gallerie e Musei.

Farsi consigliare da qualche gallerista amico al momento dell’acquisto… per non prendere certi abbagli che ho preso io sull’onda dell’entusiasmo!

 

 


"IO, RENATO GUTTUSO", UNA MOSTRA MONOGRAFICA AL MUSEO CIVICO DI NOTO

News del 04/07/2020

siete in partenza per le vacanze? Le state programmando?

Aggiungete fra le vostre mete una visita in Sicilia alla splendida città di Noto che è patrimonio Unesco dell’Umanità.

Molte delle nostre opere di Guttuso sono esposte in una stupenda mostra monografica al Museo Civico cittadino, nell’ex Convento di Santa Chiara fino all’11 ottobre.

“Io, Renato Guttuso”, la mostra organizzata da Sikarte, con la direzione artistica di Lorenzo Cantarella e Graziana Papale, patrocinata dal Comune di Noto e curata da Giuliana Fiori, è un racconto visivo composto attraverso un’accurata selezione di opere - oli e disegni - che svelano il Guttuso uomo, artista, intellettuale, politico e scenografo. Ogni lavoro esposto mostra un lato pubblico o privato della sua vita. Dalla sua nostalgia per la Sicilia (paesaggi isolani) al suo trasferimento a Roma (i suoi “tetti”); dai suoi affetti/amori (i ritratti della moglie, di uomini politici con cui aveva rapporti personali oltre che professionali) all’eros (i nudi di modelle). E ancora, al suo impegno politico palesato nelle sue nature morte e nelle tele dal taglio storico in cui racconta le battaglie per l’uguaglianza sociale. Infine, la sua prolifica produzione di scenografie per il teatro, e la cospicua collezione di bozzetti dei costumi di scena, risalente al decennio che va dagli anni ’60 ai ’70.

Lo spazio che la ospita è parte integrante della mostra. Entrando al Museo Civico di Noto - Ex Convento di Santa Chiara, lo spettatore si ritrova ad ammirare insieme ai reperti antichi custoditi a regola d’arte all’interno del museo, le opere di Renato Guttuso. Circondati dagli antichi resti, si potrà “camminare” dentro la vita del grande artista siciliano ammirando i suoi dipinti, sopra passerelle che rendono possibile l’unione tra passato e presente, attraverso un percorso culturale unico, concepito come un’esperienza formativa a 360 gradi.

La mostra è visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, fino all’11 ottobre.

Se invece siete ancora a casa vi ricordiamo che la nostra galleria a Reggio Emilia è aperta per tutto il mese di luglio.

Venite a trovarci per prendere una boccata d’aria fresca dall’afosa routine della settimana!


STORIE DI COLLEZIONISMO, episodio 3

News del 27/06/2020

Quello con i nostri collezionisti inizia a diventare un piacevole appuntamento fisso.

Oggi saranno Eleonora e Andrea a raccontarvi la loro storia.

Lasciamo loro la parola, buona lettura!

 

Eleonora & Andrea, Ancona

Che tipo di collezionisti siete? Come vi definireste?

R Eleonora: Siamo immersi nel mondo dell’Arte da tantissimi anni, anche perché lo zio di Andrea è un pittore e video artista ed era legato da una viva amicizia a Mario Schifano e agli artisti di Piazza del Popolo. Anche la mia famiglia è appassionata d’Arte e si può davvero dire che siamo cresciuti con la passione per la bellezza. Andrea inoltre per lavoro si occupa di design e questo crea un legame ancora più forte in cui lavoro e sentire personale si mescolano e si arricchiscono a vicenda.

Andrea: nel 2004, per festeggiare il nostro decimo anniversario di matrimonio, siamo stati qualche giorno a Venezia ed in quella occasione così speciale abbiamo acquistato la prima opera, una piccola tempera di Afro (la passione di Eleonora!).
Quella è stata la nostra “data di nascita” come collezionisti. Fino a quel momento avevamo avuto opere ricevute in dono o appartenenti alle nostre famiglie: quell’Afro invece è stata la prima scelta tutta nostra. L’investire del denaro in un’opera per la prima volta è un momento importante e simbolico.

Abbiamo sempre frequentato l’ambiente artistico frequentando musei, leggendo e appassionandoci ad alcune correnti artistiche: l’Informale italiano e il “Gruppo degli otto” su tutte.

 


D Come scegliete un’opera d’arte e perché decidete di acquistarla?

R Eleonora + Andrea: Alla base delle nostre scelte c’è stato un filo logico soprattutto all’inizio: il nostro innamoramento per il “Gruppo degli otto” che ci ha portato a cercare e a collezionare le loro opere fino ad averne una o due di ogni artista.
In seguito le scelte tematiche si sono perse per lasciare il posto all’adrenalina.
Ora le nostre scelte nascono nella pancia poi passano dal cuore per arrivare alla testa.
Scegliere un’opera fra mille fa crescere un’onda adrenalinica tanto forte che a volte non riusciamo a finire di visitare una fiera intera e dobbiamo uscire, quasi svuotati.
Per noi vale il principio che “non si trova ciò che si cerca ma si cerca ciò che si trova”; è l’opera che trova noi, non siamo noi a cercare lei.

 


D Qual è l’opera a cui siete più legati e perché? Raccontatemi la vostra collezione.

R La maggior parte delle nostre scelte ci vedono completamente concordi ma ognuno di noi mantiene anche le proprie passioni personali. 


Eleonora: la mia opera del cuore è Carta Bruna di Afro del 1966 (che è anche il mio anno di nascita). L’abbiamo appesa sulla testata del nostro letto: c’è forse un luogo più simbolico? La camera da letto è il posto dei sogni, qui abbiamo tutti i quadri per noi più importanti.
Amo però molto anche le estroflessioni di Castellani e Bonalumi.

Andrea: ho diverse passioni ma fra tutte Vedova e Schifano e in particolare di Vedova una tecnica mista su carta intelata senza titolo del 1964: si tratta del frammento di un Plurimo intitolato Berlin 39. 
L’altra opera a cui sono molto legato è uno Schifano intitolato Afdera + Child + Boccioni + Color = Portrait 66.  Un dipinto - anche questo su carta applicata su tela! del 1966, molto intimo e poetico.


Come avrete capito le opere su carta piacciono molto a entrambi! Su carta solitamente avviene la prima formulazione del concetto pittorico e scultoreo, questo supporto cattura sempre momenti importanti e decisivi per la genesi artistica.

Visto il nostro approccio a “colpo di fulmine” di solito ci troviamo a studiare a fondo un’opera e il suo artista soprattutto dopo l’acquisto.



D Che suggerimento dareste ad un neo collezionista?

R Eleonora + Andrea: a un neo collezionista consiglieremmo di seguire l’istinto, la passione e … l’esaltazione che dà l’Arte, la sua adrenalina!
Tuttavia l’Arte non può essere presa come uno scherzo e bisogna aver rispetto dei soldi che si spendono, quindi consigliamo caldamente anche di studiare, di frequentare musei, fiere, gallerie – è bellissimo diventare amici dei galleristi! – 

Insomma seguite il percorso pancia, cuore, testa, portafoglio!

 


STORIE DI COLLEZIONISMO, episodio 2

News del 13/06/2020

 

Visto il successo della prima intervista ai nostri collezionisti oggi vi proponiamo la seconda.

Queste chiacchierate per noi sono state molto stimolanti: da una parte ci hanno confermato che i galleristi e i loro amici si somigliano, dall’altra ci hanno dato tanti spunti per rispondere al meglio alle vostre esigenze.

Siamo sempre più consci che ciascuna opera d’arte sia solo la punta dell’iceberg che ne ha portato alla realizzazione e la nostra volontà è raccontarvi tutto il suo “dietro le quinte”: storia, letteratura, società, temperie culturali che, rincorrendosi, si sono materializzate in un dipinto.

Cosa spinge veramente una persona a comprare un’opera e poi a non fermarsi al primo acquisto ma a costruire una collezione?

Parlando con i nostri collezionisti abbiamo raccolto negli anni storie, emozioni, aneddoti meravigliosi e degni di un romanzo: crediamo sia arrivato il momento di condividerli con voi lasciando la parola proprio a loro!

Quattro domande sempre uguali per tante risposte sempre diverse.

Speriamo che queste chiacchierate condivise possano rispondere anche a vostre domande, soddisfare vostre curiosità e ispirarvi in un nuovo percorso.

La parola ai collezionisti!


 

Marco

Emilia Romagna

D: Che tipo di collezionista sei? Come ti definiresti?

R: Sono un collezionista appassionato.
Scelgo un’opera dopo aver conosciuto l’artista e averlo studiato. Insieme a mia moglie sono solito approfondire il pensiero di ogni autore, come ha vissuto, i problemi della società del suo tempo. Sono un collezionista di storia, ogni opera per me è anche un documento storico.
Ma soprattutto scelgo ciò che mi apre il cuore. Prima devo conoscere bene un artista, poi me ne innamoro. Succede lo stesso anche nelle relazioni umane, no?
Il primo motore delle mie scelte è sempre il cuore, poi viene la razionalità e quest’ultima è sostenuta dalla frequentazione dell’ambiente artistico: gallerie, mostre, fiere.

D: Come scegli un’opera d’arte e perché decidi di acquistarla?

R: Scelgo un’opera innanzitutto in base alla sua datazione e a quale fase artistica dell’autore appartiene.
Per esempio di Angeli, Festa o Mambor prediligo un pezzo tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta: l’epoca in cui questi artisti sono stati più sinceri, più autentici e spontanei.
Scelgo ciò che rispecchia l’essenza di un artista, non la parte premiata dal mercato una volta che l’artista ha avuto successo. Amo ciò che un artista ha fatto quando era completamente sulla sua strada non quando seguiva ciò che il mercato gli chiedeva di fare.
Più gli artisti sono tribolati, più hanno qualcosa da dire o da sfogare, più mi piacciono.
Come seconda cosa scelgo il periodo più vero di quell’autore
Come terza cosa ne valuto il prezzo


D: Qual è l’opera a cui sei più legato e perché? Raccontami la tua collezione.

R: L’opera alla quale sono più legato appartiene all’astrattismo classico fiorentino nato negli anni Cinquanta.
Si tratta di un dipinto di Vinicio Berti, molto materico, intitolato “Brecce nel tempo”: un dipinto realizzato in due anni, fra 1959 e 1961, che ha come protagonista una forma che sembra una tenaglia.
Lì dentro c’è tutto: l’anima, lo sfogo, la delusione del dopoguerra, la rabbia dell’artista per non essere riuscito a farsi capire dalla propria corrente politica, un Partito Comunista che allora premiava un’arte più figurativa e propagandistica.
Ho citato Berti ma sono tante le opere alle quali sono legato, i miei Guttuso per esempio. Guttuso per me è LA storia.
Mia moglie invece ama molto un’opera di Ilya Grigorevich Chashnik del 1920: le avanguardie russe sono un’altra delle nostre passioni! Da sempre condividiamo l’amore per il collezionismo e facciamo insieme ogni scelta sebbene a volte ci siano differenze di gusti e di visione che riusciamo comunque a mediare.

Sebbene abbiamo le nostre predilezioni non ci fossilizziamo mai su un periodo o su una corrente artistica perché ci piace studiare e, allo stesso tempo, non rinneghiamo mai le nostre scelte passate.
Di un paio di artisti sono riuscito ad acquistare opere di tutti i periodi e questo desiderio mi viene dall’essere stato prima collezionista di libri antichi, poi di arte. Mi piacerebbe riuscire a farlo anche per altri autori ma è un progetto in divenire.


D: Che suggerimento daresti ad un neo collezionista?

R: Difficile dare consigli perché il collezionismo è un discorso molto personale.
Dipende da che tipo di approccio il neo collezionista ha: è un curioso? Vuole investire? Ha conoscenze di storia dell’arte?
Sicuramente un consiglio che sentirei di dare a tutti però è: scegliete con il cuore e scegliete un’opera che vi piaccia.

Certo però prima di poter coinvolgere il cuore bisogna aver frequentato un po’ il mercato dell’arte che è un ambiente nel quale bisogna sapersi muovere e, per farlo in sicurezza, bisogna scegliere bene i galleristi!

Sarebbe bello che voi organizzaste incontri fra collezionisti per scambiarsi opinioni e creare un dialogo, una sorta di cenacolo e di scambio culturale e di esperienze.
Se non hai nessuno che ti segue, ti guida, ti consiglia all’inizio cavalchi l’onda del tuo entusiasmo e rischi di comprare quadri poco significativi.

 


STORIE DI COLLEZIONISMO, episodio 1

News del 03/06/2020

Siamo sempre noi a parlarvi di arte dal nostro punto di vista ma l’arte non ha una voce sola e nemmeno un solo sguardo.

Cosa spinge veramente una persona a comprare un’opera e poi a non fermarsi al primo acquisto ma a costruire una collezione?

Parlando con i nostri collezionisti abbiamo raccolto negli anni storie, emozioni, aneddoti meravigliosi e degni di un romanzo: crediamo sia arrivato il momento di condividerli con voi lasciando la parola proprio a loro!

Da oggi vi proporremo interviste agli amici della galleria che ci racconteranno, con parole e immagini, le loro raccolte d’arte.

Quattro domande sempre uguali per tante risposte sempre diverse.

Speriamo che queste chiacchierate condivise possano rispondere anche a vostre domande, soddisfare vostre curiosità e ispirarvi in un nuovo percorso.

La parola ai collezionisti!

Mariagrazia e Giacomo

Milano

 

D Che tipo di collezionisti siete? Come vi definireste?

R Siamo degli innamorati dell’arte in generale e della pittura in particolare, amiamo il bello in ogni sua forma, il nostro è il piccolo collezionismo delle persone che, diventate adulte, si rendono conto di poter avere accesso ad opere di autori che hanno solo visto nei musei e studiato sui libri. Ci siamo creati “sul campo” facendo i giusti errori. Ora cerchiamo di scegliere le opere che acquistiamo approfondendo prima l’autore, attraverso lo studio su libri e riviste specializzate, la visita a mostre e fiere d’arte ed inoltre tramite il confronto, basilare, con un gruppo di appassionati e competenti galleristi che ci guidano nelle scelte con giudizi qualificati, puntuali e disinteressati. La nostra piccola collezione è costruita per darci quotidianamente emozioni, fa parte della nostra vita. I nostri quadri, sono talmente parte di noi, che hanno un nome proprio da noi scelto.



D Come scegliete un’opera d’arte e perché decidete di acquistarla?

R ll primo e più importante passaggio è l’innamoramento immediato. Evidentemente, scegliendo in due un’opera, il piacere ed il sentimento deve essere condiviso. Ed ecco quindi che uno presenta all’altro le sensazioni provate e cerca di trasmettere e di condividere le emozioni sentite. Nella norma la scelta viene fatta insieme anche se esistono opere amate più da uno che dell’altra. Possiamo dire che l’errore fatto all’inizio, da molti neofiti, cioè di comperare il quadro per il nome più che per l’opera, non fa più parte della nostra vita. Nella norma iniziamo a studiare un autore in particolare e poi “parte” la ricerca dell’opera per noi. L’acquisto dell’opera stessa è legato quindi principalmente, anzi direi solamente, alle emozioni che suscita ad ognuno di noi due, una volta catturati inizia la valutazione storico artistica dell’opera stessa e tutti i controlli legati alla provenienza e alla autenticità. Esiste anche e soprattutto l’amore di Giacomo per il verso dell’opera: esposizioni, mostre, gallerie di provenienza …. insomma la storia.



D Qual è l’opera alla quale siete più legati e perché? Raccontateci la vostra collezione.

R Partendo dal presupposto che ogni opera presente nella nostra collezione è stata scelta con la passione di cui abbiamo già parlato e fa parte di un percorso conoscitivo dell’autore e che, come è naturale, si è nel tempo modificata, sia per una crescente conoscenza e consapevolezza, sia per la continua ricerca di opere che meglio rappresentino l’autore e conseguentemente amplifichino le nostre emozioni (la ricerca dell’opera d’Arte), esistono tre opere che noi classifichiamo come “incedibili”: 

  Renato Guttuso – Grande nudo romantico – (per noi Matilde) 1959 olio su tela 130x170

  Massimo Campigli – Giuditta Scalini – (per noi solo Giuditta) 1940 olio su tela 62x49

  Xavier Bueno – Bambina – (per noi Nina) fine anni ’60 olio su tela 40x30

  Il filo rosso della nostra collezione è la rappresentazione delle figure umane, prevalentemente femminili, incentrato sul periodo storico del Novecento italiano. Gli autori ad oggi presenti sono: Casorati, Campigli, Xavier Bueno, Tozzi, Sughi, Guidi, Fioroni, Guttuso, Festa, Rognoni, Longaretti. Inoltre sono presenti alcune opere di autori come Sironi, Bucci, Angeli che non rappresentano figure femminili ma che ci accompagnano ancora e fanno parte dell’inizio del nostro percorso. Il primo quadro “importante” acquistato infatti è stato un piccolo, bellissimo Sironi del ’48 che rappresenta le sue montagne.

 

D Che suggerimento dareste ad un neo collezionista?

R Da quanto abbiamo raccontato fino ad ora è evidente che non abbiamo mai pensato che l’acquisto di opere d’arte fosse legato al concetto di investimento o bene rifugio, così come è altrettanto evidente che il collezionismo legato ai grandi artisti è ad appannaggio di persone che conducono una vita quantomeno serena. Questo non vuol dire che i più giovani non possano acquisire opere, ricordo come giravamo nei mercatini di antiquariato e acquistavamo piccoli quadri o stampe che ci rendevano felici ed appagati quanto ora l’opera del grande maestro, si cresce in tutto, anche in questo, ed alcuni pezzi di autori sconosciuti sono ancora presenti nella nostra casa.

   Vero è che le opere che ora formano la nostra collezione costruiscono un bene “certificato” che vorremmo formasse la base della futura collezione di nostro figlio.

   Come abbiamo detto la nostra crescita è stata coadiuvata da galleristi che ci hanno insegnato cosa “guardare” prima di acquisire, che ci hanno consigliato, quando la nostra piccola collezione si stava formando, dicendoci anche dei no, o dei “dopo”.

   L’unico vero consiglio che ci sentiamo di dare è racchiuso in due parole “AMARE E CONOSCERE”, ribadendo che, parlando di amore, si deve pensare che l’opera scelta sia quella che ti accompagnerà per parte della tua vita. Se il sentimento non è questo la risposta è una e una sola …. non comprare.


VIS MEDICATRIX NATURAE. LA FORZA GUARITRICE DELLA NATURA

News del 19/05/2020

VIS MEDICATRIX NATURAE

La forza guaritrice della natura

opere di

Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Mario Sironi, Filippo de Pisis, Mario Tozzi, Virgilio Guidi, Remo Brindisi, Alberto Manfredi 

 

Ci siamo rifatti al motto di Ippocrate per questa mostra che vi offre lo sguardo dei nostri artisti sulla natura.

Durante la quarantena imposta dal Coronavirus in tanti abbiamo sentito la mancanza del contatto con la natura che è sinonimo di libertà e di salute. Con questa mostra, nata virtualmente durante il lockdown e diventata ora concreta con la riapertura della galleria, abbiamo provato a portare un po’ di natura dipinta nelle vostre case.

Potrete sentire la brezza salmastra sulla vostra pelle, il profumo balsamico delle conifere dei parchi, il profumo dei fiori.

Vi porteremo nella lontana Cina a passeggiare sulla Grande Muraglia, vi accompagneremo sulle pendici dell’Etna a contemplare a bocca aperta una poderosa eruzione avvolti dall’odore di zolfo.

Lasceremo correre insieme i nostri sguardi sulle acque placide di Venezia con i suoi monumenti storici solenni, ci perderemo fra boschi fiabeschi e pedici erbose.

Fantasticheremo in paesaggi immaginari e tufferemo i nostri visi in profumatissimi mazzi di fiori.

Lasceremo che gli artisti, con le loro pennellate, accarezzino la nostra anima e che la natura, da loro dipinta, la curi con la sua forza eterna.

Vi aspettiamo finalmente dal vivo in galleria, pronti ad accogliervi con tutti gli accorgimenti sanitari necessari!


UNA, NESSUNA ,CENTOMILA, RITRATTI DI DONNE NEL NOVECENTO

News del 28/02/2020

 

Una, Nessuna, Centomila

Ritratti di donne nel Noveccento

opere di 

Massimo Campigli, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Mario Tozzi, Hyena, Massimo Lagrotteria, Marco Mengozzi, Andrea Saltini

“Una, nessuna, centomila”: le rappresentazioni della donna nell’arte sono tante quante le donne stesse. Gli artisti si misurano da sempre con il tema del femminile, quasi a voler catturare qualcosa di ineffabile.

Tantissime sono le donne dipinte, scolpite e fotografate che popoleranno la Galleria de’ Bonis dal 7 al 28 marzo 2020.

Ritratti di donne con un’identità, ritratti di donne senza volto, figure femminili geometricamente scomposte, figure allegoriche. E ancora donne ironiche, donne romantiche, raffigurazioni misteriose e ritratti magnetici.

Saranno esposte alcune opere di Fausto Pirandello, figlio del celebre scrittore Luigi, dal cui libro prende spunto il titolo della mostra: corpi e visi dalle pennellate dense e penetranti e dalla fisicità marcata.

Da una cifra stilistica ancora diversa sono contraddistinte le figure femminili di Renato Guttuso, dal ritratto dolcissimo della moglie alle sensuali rappresentazioni di Marta Marzotto, passando per l’insolita “Ragazza di Londra”, ritratto di Allegra Grome (figlia dell’amico pittore John Grome), e “Paoletta”, una delle sue modelle più celebri e di personalità.

Non mancheranno le figure misteriose di Mario Tozzi, donne “geometrizzate” e lontane, quasi figure simboliche.

Spicca fra tutti, come un gioiello antico, una “Figura di donna” di Massimo Campigli: un dipinto ieratico, solenne e regale, con una raffinata scelta cromatica che crea variazioni sui temi del celeste, del bordeaux e dell’oro.

In mostra non mancherà nemmeno una sezione contemporanea, con dipinti “al femminile” degli artisti di oggi con i quali ha lavorato la Galleria nella sua storia: Hyena per la fotografia, Massimo Lagrotteria e Andrea Saltini per la pittura e Marco Mengozzi per la scultura.

L’esposizione sarà visitabile fino al 28 marzo 2020, da martedì a sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Per informazioni: tel. 0522 580605, info@galleriadebonis.com,  www.galleriadebonis.com.

 


L'UOMO, LA NATURA E LA BESTIA

News del 04/02/2020

Si tratta di una collettiva, che abbiamo presentato ad Artefiera, e che ruota intorno a tre autori per noi importanti: Guttuso che da sempre è il cuore della nostra galleria, Tozzi che sta conquistando sempre più spazio nei nostri programmi espositivi e nei gusti dei nostri clienti e Ligabue che è stata la nostra grande sorpresa di quest’anno.

Attraverso tre temi forti di questi autori scopriremo il loro mondo:

la donna per Mario Tozzi, le nature morte per Renato Guttuso e gli animali per Antonio Ligabue.

 

“L’Uomo, la Natura e la Bestia (Tozzi e la Donna, Guttuso e le Nature Morte, Ligabue e gli Animali)”

fino al 29 febbraio 2020

Galleria de’ Bonis
Viale dei Mille, 44/D
42121 Reggio Emilia

Tel. 0522-580605  Cell. 338-3731881

www.galleriadebonis.com info@galleriadebonis.com

orari di apertura:
dal martedì al sabato: 10-13 /16-19
giovedì: 10-13

 

 

 


FABIO GIAMPIETRO AL MUSEO EBRAICO DI BOLOGNA

News del 20/01/2020

FABIO GIAMPIETRO, "EXODUS", UN VIAGGIO FRA PITTURA E REALTÁ VIRTUALE

dal 24 gennaio all'8 marzo

Museo Ebraico di Bologna

a cura di Margherita Fontanesi

Una mostra promossa nel circuito ufficiale di Art City Night e di Artefiera

 

Exodus è un'installazione multimediale e site specific di Fabio Giampietro che abbiamo voluto per il Museo Ebraico di Bologna in vista del Giorno della Memoria ed è inserita nel circuito di eventi di ArteFiera e ArtCity Night Bologna.

Protagonista sarà un dipinto, collocato all’interno del Memoriale, che racconterà delle navi in partenza verso l’attuale Israele che si lasciano alle spalle un’Europa distrutta dalla guerra. Il dipinto parlerà dell’ennesimo viaggio del popolo ebraico in fuga dai suoi persecutori ma questa volta in direzione della Terra Promessa.

Lo spettatore potrà guardare l’opera a occhio nudo ma, indossando un visore per la realtà virtuale, gli sarà possibile anche entrare nel dipinto vivendolo dall’interno in modo esperienziale e immersivo. Un sistema audio permetterà di sentire voci e rumori di persone in fuga tutt’intorno allo spettatore calandolo ancora di più nella Storia perché possa viverla in prima persona.

 

Fabio Giampietro
Exodus. Un viaggio fra pittura e realtà virtuale

24 gennaio – 8 marzo 2020

A cura di Margherita Fontanesi
In collaborazione con Galleria de’ Bonis

Museo Ebraico di Bologna
Via Valdonica 1/5, Bologna

Una mostra promossa nel circuito ufficiale di Art City Night e di Artefiera

 

 

Per informazioni:

Galleria de’ Bonis, tel. 339-6904304 info@galleriadebonis.com www.galleriadebonis.com

MEB, tel. 051-2911280 info@museoebraicobo.it www.museoebraicobo.it

 


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